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lunedì, giugno 16, 2008

Animafest 2008...

...ovvero il "Festival nternazionale dei corti d'animazione" che si tiene a Zagabria ogni 2 anni. Ho assistito a molte delle proiezioni della precedente edizione e scrissi le mie opinioni in questo blog-->LINK

Quest'anno hanno deciso di cambiare qualcosa nell'organizzazione, spostando le proiezioni dall'unica sede della "Lisinski Concert Hall" ai cinema del centro citta' di Zagabria... molti ospiti del festival sono stati contenti del poter vivere e respirare la citta' tra una proiezione e l'altra... peccato che i film piu' interessanti da vedere, per il gran premio, sono stati proiettati alle 9 di sera per 5 giorni consecutivi in una location a parte ove accedere previo pagamento di un biglietto aggiuntivo... il giorno successivo i filmati per il gran premio venivano replicati nei cinema centrali per cui moltissimi hanno acquistato il biglietto cumulativo... il risultato qual'e'?

Semplice: coloro che avrebbero voluto avere l'opportunita' di incontrare gli autori piu' importanti ed assistere a tutte le altre proiezioni avevano come sola possibilita' quella di pagare un biglietto a parte e trascorrere molte ore a zonzo tra un cinema e l'altro.... impensabile. Tutti coloro che non abitano a Zagabria hanno avuto molti problemi ad accedere alle proiezioni serali ed e' mancato un vero punto d'incontro comune (spesso le proiezioni si sovrapponevano).

Stare tutto il giorno al Lisinski era molto meglio: si poteva chiacchierare tranquillamente con molte persone, scambiarsi idee.... stare all'asciutto e molto comodi. Quest'anno ho solo visto gente correre tra un cinema e l'altro e scambiarsi qualche saluto veloce prima della rituale frase: "scappo perche' inizia la proiezione"...

Parlando della qualita' dei film proposti: la giura selezionatrice non e' la stessa che ha assegnato il premio finale (ovviamente), ma la qualita' dei film entrati in concorso e' stata bassa.... MOLTO BASSA. Non voglio esagerare, ma molti corti sono stati realmente terribili e noiosi. Alcuni incrediblmente malfatti. La qualita' delle proiezioni spesso era ridicola, l'audio scadente. In uno dei cinema PIOVEVA... LETTERALMENTE. Nella scorsa edizione abbiamo visto diversi film noiosi o incomprensibili, ma per ogni sessione dovevamo comunque spremerci per decidere tra il migliore film tra 2 o 3 per il premio del pubblico. Quest'anno, in molte sessioni, abbiamo dovuto spesso spremerci per scegliere il "meno peggio", sovente la scelta e' stata facile per via di un corto mediocre assieme ad altri terribili, in una occasione abbiamo addirittura avuto tre corti di ottima qualita' tra cui scegliere.... praticamente il 90% dei corti era semplicemente "inguardabile" ed indegno di partecipare ad un concorso del genere.

Il premio e' stato assegnato ad un ottimo corto dello studio Aardman "The Pearce Sisters", diretto da Luis Cook.
Sono contento per la scelta della Giuria del Gran premio... molto meno per la giuria selezionatrice. Alla fine rimane solo un dubbio: o in questi 2 anni in tutto il mondo non sono stati prodotti corti di qualita', oppure la giuria ha volutamente selezionato materiale "discutibile"... la terza opzione e' che gli autori abbiano snobbato il festival di Zagabria.

Ciascuna delle opzioni mi fa rabbrividire.

mercoledì, maggio 16, 2007

Ipocrisia e ricchezza

Non riesco a stare lontano dai dibattiti... specialmete quelli sulla Chiesa. Vista la comune predisposizione al pensare che la chiesa sia IPOCRITA poiche' predica la vicinanza ai poveri sebbene "ricca" ed immersa nello "sfarzo", propongo una riflessione:

***

Allora...questa e' la definizione di Ipocrisia nel dizionario cristiano: È la finzione con la quale una persona simula buoni sentimenti, amichevole disposizione, rettitudine di vita per accattivarsi la considerazione altrui o in vista di un proprio scopo particolare. Essa è più volte stigmatizzata nella Bibbia come frutto della menzogna e dell'orgoglio (Mt 6,2 ss.; 23,5-7). L'ipocrisia ha una valenza profondamente antisociale, in quanto impedisce lo sviluppo di autentici rapporti interpersonali.

Mi sembrava giusto riportarlo perche' a volte leggo interventi che tondono al “forzare” il significato del termine. Dato come corretta la definizione che ho riportato, chiedo: e' ipocrita la persona che predica la semplicita' e la vicinanza ai poveri pur essendo “ricca”? E ancora.... e' ipocrita la persona che propone di vivere con semplicita' pur vivendo con semplicita' i beni che possiede?

Seguendo il tuo ragionamento sembra che per diffondere l'ideale dell'aiuto degli ultimi bisogna PER FORZA essere “Poveri”. Nella storia della chiesa, invece, vi sono stati notevoli casi di “ricchi” che pur rimanendo ricchi, sono stati d'esempio...esattamente come tanti che hanno preferito abbandonare davvero tutto per dedicarsi ai poveri. Francesco d'Assisi... ad esempio, o piu' vicino a noi... Teresa di Calcutta. Ma una “strategia”esclude l'altra? Ti propongo 2 passi delle scritture ed un paio di riflessioni:

Il primo passo e' quello del Giovane Ricco: (Matteo 19,16-22)
16 Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: "Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?"
17 Gesù gli rispose: "Perché m'interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti". 18 "Quali?" gli chiese. E Gesù rispose: "Questi: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. 19 Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso". 20 E il giovane a lui: "Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?" 21 Gesù gli disse: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi". 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni.

Il secondo passo e' sempre da Matteo (il vangelo piu' “umano” tra i 4), riguardante il tributo a cesare (Mt 22,15-22):

15 Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nelle sue parole. 16 E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: "Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all'apparenza delle persone. 17 Dicci dunque: Che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?"
18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: "Perché mi tentate, ipocriti? 19 Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli porsero un denaro. 20 Ed egli domandò loro: "Di chi è questa effigie e questa iscrizione?". 21 Gli risposero: "Di Cesare". E Gesù disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio". 22 Ed essi, udito ciò, si stupirono e, lasciatolo, se ne andarono.

Prima riflessione: Parto dal secondo passo.... ti chiesi cosa ne pensavi e non hai saputo rispondere. Perfettamente normale. Sicuramente sai che Gesu' stava sulle balle a molte persone... essendo “scomodo” cercavano di toglierlo di mezzo usando mezzi “legali”... l'occupazione romana aveva introdotto diverse leggi, tra cui il divieto dell'uccidere qualcuno senza previa condanna dell'autorita' romana.... quindi cercavano di accusare Cristo di “lesa maesta' “ o di “sovversivismo”, pena per cui molti “profeti” e sedicenti “messia” erano stati condannati alla pena capitale negli anni precedenti alla predicazione di Cristo. Gesu' li spiazza e dice che non c'e' contrasto tra la vita da cittadino e la vita spirituale. Si puo' pagare l'obolo a Cesare, ma a Dio si deve rendere cio' che gli spetta, lo spirito...la fedelta'. La moneta porta l'immagine di Cesare, secondo le scritture l'uomo e' immagine di Dio...comprendi?

Che c'entra tutto questo? E mi rivolgo al primo passo. Il giovane che si accosta a Gesu' gia' e' agli occhi di Gesu' un esempio di chi ha a cuore la propria spiritualita' ed e' alla ricerca di Dio: gia' rispetta la legge dei Padri, ma il giovane chiede ancora di piu'. Gesu' allora gli dice di abbandonare i propri beni. Ma che significa? Significa abbandonare davvero tutto? Allora che rapporto c'e' tra questo passo e quello dell'obolo a Cesare? Che senso ha “rinnegare” la ricchezza quando in un'altra occasione esprime che l'importante e' la vita spirituale? Tutto il Vangelo ha questa apparente struttura contraddittoria... serve allo stimolare la riflessione di chi legge con il proposito di comprendere. Per comprendere QUESTA contraddizione si deve comprendere cio' che Gesu' sottintende oltre alle parole che offre al Giovane: Il giovane e' gia' alla sequela di Dio, ma se vuole essere totalmente ed esclusivamente con Cristo, deve essere pronto a lasciare altri interessi ed altre aspirazioni. Avere una ricchezza personale PUO' ESSERE di impedimento alla propria vita spirituale, ma non lo e' NECESSARIAMENTE, a patto che si riesca a mantenere ben separata la “gerarchia” di interessi... si puo' dare a Cesare quel che e' di Cesare (vivere in una societa' gestendo anche ricchezze materiali), ma dando sempre a Dio cio' che e' di Dio (noi stessi). Torno a ripetere cio' che dissi dei terz'ordini (il terz'ordine francescano e' la soluzione per vivere la “poverta'” francescana in contesti familiari, comunitari, sociali...): Francesco d'Assisi disse che la soluzione era “Avere come se non si avesse”. La ricchezza non e' in contrasto con la spiritualita'...se volessimo trovare il contrasto... esso nasce qual'ora si venerasse la ricchezza.

6:24 Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona. (sempre Matteo).

Lasciami ripetere la frase su cui sto scrivendo questo post:

La chiesa e' IPOCRITA poiche' predica la vicinanza ai poveri sebbene "ricca" ed immersa nello "sfarzo"


Seconda riflessione: Il cristianesimo non e' una filosofia... e' ANCHE una filosofia, ma e' ANCHE religione... giusto per puntualizzare... comunque... penso di aver argomentato sufficientemente sul fatto che semplicita' e predicazione non sono in contrasto con la ricchezza personale... e ti chiedo: quali sono gli esempi di “lusso sfrenato” che conosci? Le chiese? Le chiese sono le zone pubbliche di una istituzione. Anticamente lo sfarzo era una manifestazione di potenza e di gloria...ma chiese “moderne” ne conosci? Dammi qualche indirizzo, perche' vorrei vedere un po' di sfarzo in chiese moderne... I musei Vaticani sono sfarzo? I beni esposti li' vengono da due fonti: DONI e stratificazione storica. Qualsiasi famiglia abbastanza antica possiede mobili “di valore” etc etc... Anelli e catene d'oro di Vescovi e Cardinali? Lo sai che spesso gli anelli vengono fusi per farne di nuovi se non sono beni “d'antiquariato”? Quando un vescovo muore il suo anello passa al successore... e' un simbolo esposto, non una proprieta' personale.
In ultimo: sei mai stato DENTRO al Vaticano? Io si, nella residenza privata di un cardinale. Le cose sono due... o ho beccato il corvo bianco oppure la certezza che tutti vivano nel “lusso sfrenato” non e' proprio una certezza.

Naturalmente non metto in dubbio che vi siano esempi che contrastano con la morale cattolica: Vescovi accusati di strozzinaggio... cardinali piu' dediti al proprio “ruolo” che alle persone... preti che chiedono pagamenti dove non dovrebbero osare. Questi si... sono ipocriti e non li difendo, ma la religione offre soluzioni aperte alla speranza, non soluzioni aperte SOLO alla condanna.

Un'ultima provocazione: se domani la Chiesa decidesse di vendersi TUTTO.... mollare Vaticano, chiese, palazzi. Tutto all'asta ed il ricavato per missioni di beneficenza. Tutti contenti vero? E poi?
Dopo qualche anno le missioni sarebbero nuovamente senza carburante e senza prospettive. Come diceva ***** (un altro utente di cui ometto il nome per motivi di Privacy), il problema della "Fame", nasce dalla cultura del colonialismo e non si risolve senza grandi riforme strutturali a livello mondiale.

La Chiesa sarebbe povera... talmente povera da non avere il denaro necessario per combattere il “combattibile”. Ottima strategia... complimenti

***

Non riuscendo (come detto all'inizio) a stare lontano dai dibattiti, ed avendoci preso gusto nel postare qui il frutto delle mie elucubrazioni, ho deciso di riorganizzare i post del blog secondo "labels"... etichette. Nella barra a destra introdurro' un navigatore per facilitare l'accesso a post specifici.


sabato, maggio 05, 2007

Le polemiche sui "funerali negati" di Welby

Avevo precedentemente espresso la mia titubanza nel porre nel blog miei scritti d'opinione... con la semi-convinzione di ricorrevi raramente in futuro. Pochi giorni dopo l'aver postato i miei pensieri sulle "Ingerenze della CEI", mi contraddico, affrontando questo chiacchierato argomento. Ho riflettuto molto negli ultimi mesi riguardo alle polemiche sui funerali "negati" a Piergiorgio Welby.... ultimamente la faccenda, nel passare da televisione ad orecchio, da bocca a bocca, da persona a forum, si sta trasformando come si trasformano le parole sussurrate tra bambini nel gioco del telefono. L'ultima che ho letto, in un forum, mi ha fatto decidere di mettere nuovamente nero su bianco il frutto delle mie riflessioni: "il povero Welby rifiutato dalla chiesa, sebbene cattolico".

Mi permetto di ricordare che Piergiorgio Welby in vita era dichiaratamente ateo. Cosa vede un ateo in un funerale? Vede un gruppo di persone che si riunisce per un rito senza alcun significato. Vede un uomo con la sottana avvicinarsi ad una bara, fare qualche segno in aria, dire qualche frase senza senso e spruzzare la bara d'acqua. Tutto qui.

Di seguito posto un intervento da me redatto per un forum cattolico, riguardo alla polemica su Welby, riaccesa dalle parole di Rivera nel corso del concertone del primo Maggio a Roma.

***

Siamo qui per discutere (...)... sai che tedio se qui tutti la pensassero allo stesso modo... quindi benvenga il nostro disaccordo. E' dal disaccordo che nascono discussioni feconde ed e' anche grazie a discussioni come queste che ho potuto approfondire aspetti dellla mia fede che prima non prendevo in esame.

In un primo momento, tornando al caso Welby, ero anche io perplesso di fronte al rifiuto delle esequie... ma visto che sono un radicale rompiscatole sono andato nel dettaglio a vedere quali furono le dichiarazioni di Welby stesso, del Vicariato di Roma, del catechismo della chiesa cattolica... apriori non mi fido di cio' che i media trasmettono e tante volte questo mio approccio ha pagato molto... molto bene. Quindi entro nel merito del discorso e provo a spiegare cio' che penso, con l'invito PER TUTTI di leggere cosa disse Welby in vita della chiesa... di Dio e della religione... cosa disse il Vicariato romano in risposta alla richiesta di Welby e cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica... che e' in parole semplici lo statuto di tutti i cristiani. Dobbiamo conoscerlo:

La chiesa e' una comunita'... il termine stesso deriva da "ecclesia" (riunione), quindi denota un insieme di persone che attuano la scelta di appartenervi. Welby ha pubblicamente dichiarato di essere ateo. Egli stesso si e' posto al di fuori della "ecclesia". Non entro nel merito della sua morte, ma di per se' l'essere ateo dichiarato comporta una risposta-scelta coerente da parte della Chiesa-istituzione. Le scelte della Chiesa sono (dovrebbero, o almeno... cercano di essere Nda) coerenti con quanto scritto nelle sacre scritture. So che menzionare le sacre scritture puo' apparire come il "rifugio dei deboli", poiche' nelle scritture si puo' leggere tutto e niente a seconda delle intenzioni... ma alcuni passaggi, piu' di altri, sono estremamente chiari. Ad esempio, quando i discepoli tornarono dopo la loro prima "missione" da Gesu' e iniziarono a discutere sul cosa la gente diceva del loro Maestro. Gesu' tronca il discorso e con una frase tagliente e terribile smonta il loro entusiasmo chiedendo "Chi dite VOI chi Io sia?".

Ti sembra poco?

Come "Chiesa" siamo chiamati ad una scelta PERSONALE sul far parte o no della ecclesia stessa. PERSONALE. Me ne frego altamente di cio' che dicono gli altri di Cristo. SONO IO a dover dare il mio credo (come rispose Pietro). Welby non solo si e' preoccupato di delegare ad altri la propria "risposta" (disse che i funerali erano solo per far piacere alla moglie), ma in vita disse che Dio non esiste. Ha trattato la Chiesa come una associazione folkloristica cui ricorrere solo come tradizione. Mi spiace ma io non ci sto. Recentemente qui in Croazia e' morto un politico molto amato e rispettato. Non e' stato celebrato un funerale in chiesa. Era Ateo e nessuno ha detto "a" riguardo a cio'. Semplicemente, la sua morte e' stata coerente con quello che egli stesso credeva in vita.
A volte invertire la prospettiva e' un metodo utile per comprendere i perche' di un argomento sensibile: come ne sarebbe uscita la chiesa istituzione se avesse permesso i funerali? Da una parte avrebbe evitato tali difficolta', ma sarebbe apparsa incoerente con se stessa ed avrebbe sminuito la radicalita' della scelta se essere cattolici o no. Ci sarebbero state comunque voci di chi afferma che "la chiesa "ipocrita" parla male delle persone e poi intasca i soldi dei funerali" (quanta gente avrebbe partecipato alla messa infarcendo il cestino delle offerte? Io sento continuamente tali superficiali commenti).

Welby era un uomo di cultura ed in piena coscienza di se' fino alla morte. Per tutta la vita ha rifiutato l'esistenza di Dio e l'estensione di Dio nella storia che e' la Chiesa. Non aveva senso celebrare un funerale. Occhio pero' alla risposta della curia romana, la quale afferma di aver deciso di non offrire esequie religiose ma che garantisce la preghiera per l'anima di Welby. I toni con cui invece i media dipingono la posizione della curia sono quelli dell'inquisizione. Questo e' cattivo giornalismo.

Riguardo al paragone con altri “scomodi” funerali comunque celebrati... Inizio col ribadire cio che ho affermato prima: e' la risposta personale quella che conta... a prescindere se poi siamo peccatori o no. Un salmo (Salmo 130) recitava: “Se tu guardi le colpe, o Signore, chi resisterà? Ma presso di te è il perdono, io ti temo e spero”. Questa e' una prospettiva salvifica incredibilmente profonda. Welby non accettava tale prospettiva. Per lui non esisteva. Persone che hanno avuto una vita cosparsa di orrendi peccati sono persone naturalmente da non imitare, ma se non erano atei, hanno avuto diritto alle esequie. E' duro da mandare giu' ma e' cosi'. Provate a pensare alla parabola del figliol prodigo. Un Padre, due figli. Uno parte e sperpera la sua vita in atti abominevoli. Il Padre e' comunque in attesa del suo ritorno. Ma quello che da sempre mi affascina e' la reazione dell'altro figlio, il quale si LAMENTA DELLA BONTA' del Padre verso il figlio peccatore. Oggi ascoltiamo tante volte la voce di questo figlio deluso, ma non lo colleghiamo alla parabola del figliol prodigo. Pinochet e' stata una persona disgustosa, ma se non ha disconosciuto Dio, io non voglio fare come il figlio deluso. Sara' Dio a giudicarlo. La Chiesa in questo caso e' stata coerente con se stessa.

E' davvero difficile tracciare questa linea distintiva tra un ateo che in vita non ha fatto nulla di male ed un tremendo peccatore che non ha comunque disconosciuto Dio. Terribile.
Si potrebbe comunque argomentare che, con le proprie azioni, persone come Pinochet hanno dimostrato di non credere e rispettare Dio. Sono davvero tentato nel vederla cosi'...poi ripenso alla parabola ed al salmo che ho citato.

(...)

Il problema non e' PARLARNE... ben venga la discussione, ma DEVE essere impostata correttamente, soprattutto riguardo a temi sensibili come la morte, l'eutanasia, la malattia ed il dolore... e la delusione. Esattamente cio' di cui parlava il figlio deluso al Padre che aveva appena riaccolto un figlio “immeritevole”.

Tutto cio' non toglie che avremmo comunque bisogno di una chiesa piu' vicina alla sofferenza dei singoli, ma il “pars pro toto” e' una logica che non funziona e per tale moditivo dovremmo meditare molto di piu' prima di gettare il bambino assieme all'acqua sporca... soprattutto chi ha piu' potere nella comunicazione. Piu' potere... piu' responsabilita'.

***

Qui termina l'intervento, ma ho ancora alcune considerazioni:
1. La curia di Roma, nel comunicare la propria decisione nel rifiutare le esequie, non ha rifiutato un sacramento, ha semplicemente rifiutato il commiato funebre che si esegue durante una messa in suffragio del defunto. Il commiato funebre e' un rito... come tale ha valore solo se la persona che lo riceve crede in esso. Welby aveva scelto di non credere, non effettuare il commiato rituale e' in rispetto della vita vissuta da Welby. Per come se ne parla, sembra che la Chiesa abbia accusato Welby di apostasia e lo abbia totalmente escluso.... SBAGLIATO. Le messe in suffragio della sua anima vengono comunque celebrate. Tutta questa rabbia e delusione sono per cosa? spesso per la propria ignoranza.
2. La Chiesa viene criticata continuamente di Ipocrisia... non nego nulla: la Chiesa-istituzione talvolta non e' proprio l'esempio da imitare; ma PERCHE', se in questo caso ha preso una decisione tutto sommato coerente, bisogna sminuirne il valore paragonandolo ad altri avvenimenti "scomodi". Insomma... e' preferibile un po' di coerenza o nessuna coerenza?
3. Il funerale non e' il "premio" per la vita virtuosa o per le persone illustri, Il funerale e' il saluto ad un membro della chiesa... santo o peccatore che sia. Da sempre la Chiesa accetta di celebrare funerali ad orrendi peccatori che comunque non hanno abiurato la fede. Cosa succedera' quando il Dalai Lama morira'? Tutti a lamentarsi perche' non e' stato celbrato un funerale cattolico? Sono sicuro che una delegazione Cristiana vi partecipera', ma il rito sara' secondo i dettami buddisti.

Dopo questo fiume di parole tocco un ultimo "dettaglio": Welby gia' solo per il suo non essere cattolico non ha avuto diritto alle esequie religiose, ma oltre a questo si aggiunge anche che egli mori' con la convinzione di voler porre fine alla propria vita... secondo sue stesse dichiarazioni: se ne avesse avute le forze, avrebbe staccato la "spina" da solo. Il rifiuto della vita e' in contrasto con la dottrina cattolica. Colui che lascia questa terra come suicida lucido e volontario, perde il diritto ai funerali. La dottrina cattolica e' molto precisa e basta dare una letta al Catechismo della chiesa cattolica per capire. Come ultima nota, ci tengo a precisare che il suicida "volontario" e' visto differentemente dal suicida "disperato" dalla dottrina cattolica, al quale la chiesa offre, comunque, esequie rituali.

In ultimo riporto il famoso comunicato del vicariato di Roma riguardo ai funerali di Welby. Date un'occhiata agli articoli del Catechismo dell chiesa cattolica che vengono citati... forse scoprirete che la chiesa e' piu' lucida e umana di cio' che si ascolta da chi parla senza conoscere.

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti».



giovedì, aprile 19, 2007

Le ingerenze della CEI

Sono solitamente restio al porre nel blog scritti d'opinione... poiche' non e' a tale scopo che il mio blog esiste, ma su tale argomento sto ultimamente spendendo molte energie ed ho appena finito di compilare questo intervento in un forum Cattolico. In linee essenziali sto riflettendo sui dubbi che molti hanno sulle presunte ingerenze della CEI in ambito "politico" e rifletto sulla prospettiva che non sia la CEI ad "interferire" sui parlamentari cattolici, ma che siano i parlamentari che pur chiamandosi cattolici, non esprimono il punto di vista dell'elettore cattolico... ricevendo una "tirata d'orecchie" da chi e' chiamato a sorvegliare sul cammino del gregge dei credenti... i pastori del gregge, per l'appunto. Ecco il mio intervento:

***

Sicuri di aver letto bene gli interventi della CEI?

Non crediate che mi diverta lo stare qui e fare il “bastian contrario” della situazione. Discutere di tali e controversi argomenti e' per me solo uno stimolo al riflettere e migliorare nella conoscenza... e mi domando: c'e' forse il pericolo di attribuire ad organi della chiesa funzioni e caratteristiche che non le competono? In parole ancora piu' essenziali... conosciamo gli elementi base di cio' di cui stiamo discutendo? Io mi ci metto per primo in mezzo e cerco di salire alla radice. Questa e' la definizione di CEI data dall'utilissima Wikipedia:

La Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) è la conferenza episcopale dell'Italia. Come tale è l'assemblea permanente dei vescovi italiani. Nasce a Firenze l'8 gennaio 1952, sotto forma d'assemblea dei presidenti delle conferenze episcopali delle regioni conciliari italiane. La conferenza episcopale italiana è l'unica il cui presidente è nominato personalmente dal papa in qualità di primate d'Italia, e non eletto dai membri.

Gia' in questa definizione vi sono spunti interessanti, ma sezioniando ancora di piu' il problema, mi sono chiesto: QUALI FUNZIONI, DIRITTI E DOVERI HA UN VESCOVO nei riguardi del proprio gregge?

Sempre estratto da Wikipedia (nella voce “vescovo”):
Il Vescovo, nel cristianesimo, è il responsabile (pastore) di una diocesi ed è considerato successore degli apostoli. La parola viene dal greco επισκοπος, che significa "supervisore".
Precisa il Codice di diritto canonico:
I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch'essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo (Can. 375).
Secondo questo testo, e secondo le linee comuni della teologia, il ministero o servizio del vescovo si sviluppa lungo tre direttrici:
Dimensione regale (governare, cioè servire): il vescovo è il responsabile dell'attività pastorale della comunità diocesana, il primo dei servitori del popolo di Dio.
Dimensione profetica (insegnare): il vescovo è il maestro nella fede del popolo di Dio a lui affidato, ha la funzione di insegnare con autorità la dottrina rivelata da Dio.
Dimensione sacerdotale (santificare): presiedendo la celebrazione dei sacramenti, è strumento di Dio per la santificazione del suo popolo.
L'insieme di tutti i vescovi prende il nome di Collegio episcopale. I concili ecumenici sono riunioni di tutti i vescovi del mondo per trattare temi di fede e di morale. A livello locale i vescovi sono organizzati in conferenze episcopali su base nazionale. Le cariche della conferenza episcopale sono elettive e a scadenza determinata.

Cerchero' di riflettere su alcuni aspetti dell'appartenenza alla chiesa e sull'interazione che il fedele ha con cio' che comunemente chiamiamo “gerarchia”:
Avvicinarsi al credo cattolico e' inscindibile dall'avvicinarsi alla “chiesa” (l'assemblea che rappresenta il corpo di Cristo nella storia), fatta di persone...ed in quanto tali, soggette all'errore e, grazie a Dio, capaci anche di grandi traguardi... e non dimentichiamo che il dono della “profezia” e' elemento fondante nella dottrina cattolica...ma non voglio divagare... volevo semplicemente ribadire che, essendo una struttura fondata sull'uomo e sulla fallibilita' umana, l'unico modo che l'uomo ha per preservare un messaggio e trasportarlo attraverso i secoli e', appunto, il dotarsi di regole, gerarchie ed ordini. Quindi ritengo un punto fermo la presenza della chiesa come gerarchia. Passando oltre... cosa significa, individualmente, abbracciare il credo? Comporta l'affidarsi. Riconoscere che singolarmente non abbiamo tutte le carte necessarie per raggiungere un obiettivo e riconoscere un ruolo di guida a chi e' “custode” della dottrina che puo' darci le risposte che cerchiamo. In questo ci siamo in mezzo tutti... uomini, donne, metalmeccanici, centraliniste e parlamentari... Il “cattolico”, abbracciando la sua fede accetta di far parte di una comunita' all'interno di altre comunita', ma non in senso “sovversivo” ma da un punto di vista morale ed etico. Come ho letto in altri interventi, la morale e l'etica, nella societa' vengono prima della legge. Far parte della Chiesa DEVE essere inquadrato in questa prospettiva: essere guidati nella propria formazione morale ed etica. I vescovi, per quanto afferma Wikipedia, hanno esattamente questa funzione: guidare ed essere “maestri di dottrina”, a loro volta sotto la guida del Pontefice (ricordiamo che il solo il Papa ha il potere di eleggere la presidenza della CEI). Questi “maestri di dottrina” per poter agire organicamente, secondo le esigenze del gregge loro affidato, e' organizzato in assemblee nazionali...qui in Italia, appunto, la CEI.

Sono stato prolisso, scusatemi, nel porre le basi del mio intervento e cerchero' di essere piu' conciso. I vescovi hanno il dovere di espletare la propria funzione di guida morale ed etica...ed il credente cattolico, il quale SCEGLIE di far parte del gregge, deve accettare di essere preso per mano e guidato al comprendere la complessita' di alcune scelte morali ed etiche. POCO IMPORTA se poi nella realta' lavorativa tale credente sia un metalmeccanico od un parlamentare. I richiami fatti dalla CEI (nella funzione che la stessa chiesa da' loro, e con l'autorita' che gli stessi credenti riconoscono e sotto cui si pongono) sono destinati al vivere NELLE proprie realta' il messaggio e la dottrina cattolica. A che serve andare in chiesa, confessarsi con le mani giunte e gli occhi al cielo e prendere tra le labbra il corpo di CRISTO se poi, al di fuori delle mura della parrocchia ci comportiamo nel modo che condannavamo mentre sedevamo tra i banchi della chiesa? O peggio ancora che merito avremmo, come cristiani, leggere con meraviglia gli insegnamenti di Cristo e poi vivere la mia vita come un “sepolcro imbiancato”? Nella vita comunitaria del cittadino, siamo chiamati non sempre alla pluralita', ma anche alla scelta, alla presa di posizione. Esssere sempre accomodanti non e' cio' che il messaggio Cristiano trasmette. Oggi viviamo questa illusione paradossalmente insegnata da chi nella chiesa NON E' e pensa che il cristiano sia il fesso seduto nell'angolo col sorriso stampato in faccia e pronto a porgere l'altra guancia per amor di “Dio”. Vi sentite davvero cosi'?

Io so che nel mio lavoro, nella mia vita, sono chiamato a testimoniare il MIO credo, la MIA scelta, non imponendola agli altri, ma facendone vedere il valore ed al contempo dimostrare che c'e' posto per i MIEI valori in QUESTA societa'. Coloro che si prendono il ruolo di MIO portavoce, facendosi eleggere in parlamento dicendo “Io saro' rappresentante del punto di vista Cattolico” deve fare cio' che dice, altrimenti e' solo una cosa ai miei occhi: un sepolcro imbiancato. I richiami della Cei sono in questa prospettiva e fermatevi a leggere i link che ho proposto... sono destinati a TUTTO il popolo di Dio con l'esortazione del vivere concretamente, nella propria realta' personale e lavorativa la scelta Cristiana. La politica non e' e non deve essere esente da questo... anzi essendo uno dei lavori che piu' di altri interagisce con morale ed etica, piu' di altri devono considerare l'importanza del proprio lavoro.

D'altra parte non nego che ci siano aspetti che non sono di mio gradimento all'interno della chiesa: Bagnasco che non si dimette dal suo ruolo di cappellano militare (ma vorrei ascoltare la SUA versione dei fatti, invece di lamentarmi senza conoscere i suoi pensieri), oppure il Papa che usa mantelli di Ermellino quando tutti conoscono come vengono sfruttati ed uccisi brutalmente gli animali da pelliccia.... ma sono uomini e nella mia prospettiva c'e' la pazienza e la comprensione del limite umano. Quello che mi importa e' il messaggio che puo' essere tramandato anche da mani “indegne”. Nella mia vita sono ben lontano dall'essere perfetto e non condanno nessuno per la stessa imperfezione che riscontro nel mio quotidiano. Ma credo fortemente nell'impegno personale della testimonianza.

Riflettiamo poi sul significato che oggi si da' al termine “Politica”...uno spunto interessante viene dalle parole del Comico-Giornalista Daniele Luttazzi, proprio a rigurdo del dibattito che ci fu' tra “mondo politico” e chiesa nell'ambito della guerra in Afghanistan:

A parte che, non so se avete notato, ma l'accezione "fare politica" è presa dalla Casa delle Libertà in senso negativo (non so il papa dice di essere contrario alla guerra e Schifani dice "il papa fa politica")... Fare politica e' una cosa nobile.

Oggigiorno sembra siano solo i “politici” a dover fare politica... e noi? Le nostre scelte? Le nostre responsabilita'? Sembra quasi che delegare al governo qualcuno, invece di essere cio' che il termine indica (delegare=dare il compito di rappresentare), significhi lavarsene le mani e poi lamentarsi se il “politico” fa i propri interessi. Il politico cattolico deve esprimere i MIEI interessi e la costituzione lo dice chiaramente riguardo ai vincoli di mandato. Nessuno sembra rendersi conto che oltre che essere anti-etico farsi eleggere e poi disattendere LIBERAMENTE gli elettori, e' anche anti-costituzionale. L'ultimo che si e' rifiutato di chinare il capo ai doveri di partito e non votare il rifinanziamento e' stato preso a pugni dai suoi colleghi!

Una domanda a tutti coloro che seguono la discussione: come voi vorreste che lavorasse l'assemblea dei pastori italiani... altrimenti detta CEI?
In ultimo: siete davvero sicuri che cio' che viene fatta passare per “anomalia” od “ingerneza” sia esclusivamente un fenomeno italiano?
E' davvero etico e "Cristiano" non prendere posizione riguardo a problemi morali ed etici per “il bene della pluralita'”? Rilancio ancora una volta un quesito a cui non ottengo risposta: Pluralita' idelogica comporta pluralita' etica?

***


L'intervento finisce qui, ma per dovere di completezza fornisco link agli articoli che fecero "scoppiare" questo caso:

Il primo e' l'intervento di Bagnasco, riguardo all'eticita' delle unioni:
LINK 1

Il secondo e' la nota della CEI in risposta al putiferio che il sopralinkato intervento ha scatenato:
LINK 2

Il terzo e' l'intervento della CEI indirizzato a tutti i credenti, con l'indicazione del prendere posizione netta riguardo a temi etici e morali. Intervento che ha recentemente reinfiammato il dibattito sulle "ingerenze":
LINK 3

sabato, febbraio 17, 2007

I morti urlano dal fondo delle Foibe.

E' da poco trascorso l'anniversario delle commemorazioni dei morti di questa tragedia che, per come la spacciano, e' tutta italiana. Partecipando a diversi forum, non ho potuto ignorare l'argomento, soprattutto a causa della mia posizione "privilegiata": un italiano che vive in Croazia come risponde al discorso di Napolitano ed agli interventi del Presidente Croato Mesić?

Di seguito posto 3 interventi che ho inserito nel forum di ItaliaMac e GiFra:

Primo intervento:
Ho riflettuto un po' sull'argomento. Ammeto che all'inizio ero piuttosto stupito dalle parole di Mesič... le quali mi sembravano piuttosto dure...come una reazione spropositata legata al toccare un nervo "scoperto". Ho avuto una discussione ieri riguardo agli interventi di Napolitano ed alle risposte del presidente Croato... mi sono documentato come serve ed ecco cio' che penso:

E' bene che se ne parli. Ci sono troppi buchi in questo tragico momento storico e parlarne...spargere sale sulle ferite forse servira' a spingere al dialogo. Ma bisogna essere onesti da entrambe le parti... e purtroppo Napolitano ha davvero compiuto errori non trascurabili.
Nel suo discorso il presidente Italiano ha espresso la necessita' di fare luce su questi eventi (al giorno d'oggi ancora non si hanno stime precise sui morti), ma il tono dell'intervento e' poco obiettivo... si parla soprattutto dei barbari slavi e dei "poveri Italiani" vittime di violente repressioni che assunsero "i contorni della pulizia etnica". Questo potrebbe essere anche vicino alla realta'...se riferito al moto di repressione nato a seguito della fine della seconda guerra mondiale...in uno scenario in cui Salo' non esisteva piu', la Germania era caduta, le truppe Jugoslave cercavano uno sbocco sul mare per poi annettere i territori conquistati alla futura Jugoslavia di Tito...

MA...

...Negli anni precedenti alla seconda grande guerra, i macellai furono gli italiani. Provate un po' a riflettere sul cosa davvero successe nell'attuale SLovenia e Croazia: italianizzazione forzata delle istituzioni, proibizione delle lingue slave, esclusione dal commercio e da attivita' pubbliche agli "slavi inferiori". Campi di concentramento e fucilazioni dei dissidenti. Almeno 250 villaggi rasi al suolo dalle camicie nere assieme al sostegno logistico dell'esercito Tedesco. Pulizia etnica. Stupri. Deportazioni.

Il civile popolo italiano avvio' questa spirale di terrore e di odio che porto' come DIRETTA conseguenza, alle foibe in cui gli italiani, dopo essere carnefici, furono vittime.

Pace all'anima loro

Non si affronta questa crisi con una "memoria selettiva". Si dovrebbero ammettere le proprie colpe per garantire un clima di dialogo. Napolitano non l'ha fatto ed aprire un 3d delicato come questo intitolandolo "le farneticazioni del leader Croato Mesic" indica 2 cose:

1: che tra le orecchie avete un cervello piu' sensibile alla propaganda (che ogni paese naturalmente fa) piuttosto che al ragionamento critico ed aperto.
2: che neanche sapete chi sia Mesic, il quale non e' il leader politico della croazia, ma il presidente della repubblica Croata... cosa ben diversa.


Torno a ripetere cio' che ho detto all'inizio: E' bene che se ne parli... ma in modo obiettivo. La figura di M***a e di revisionisti la stiamo facendo noi italiani. e aggiungo: leggetevi gli interventi integrali di Mesic e di Napolitano prima di dare fiato alle trombe...e magari ci si documenti meglio.. internet e' il futuro dell'obiettivita'. Usatelo!

http://www.democrazialegalita.it/foibe07febb05.htm

aggiungo un piccolissimo estratto del link appena offerto:

Citazione:
Una cortina di omissioni e falsità scende sull’Italia. Tutto questo, e le responsabilità britanniche nel processo di occultamento, è talmente noto (all’estero!) che la BBC, ha prodotto nel 1989 “Fascist Legacy”, un documentario estremamente approfondito sia sui crimini di guerra italiani in Africa e Balcani, sia sulla loro impunità successiva. “Fascist Legacy” è stato trasmesso da molte televisioni del mondo, ed è stato acquistato anche dalla RAI. Ma non è stato mai trasmesso.


meditate gente, meditate.

Secondo Intervento:

Allo scoppiare dello "scandalo"... leggendo il primo intervento di Napolitano, rimasi piacevolmente sorpreso della voglia di "indagare" cio' che realmente successe.

lo ammetto

sono un ignorante...la storia mi interessava poco al liceo e poco o nulla sapevo delle Foibe..se non l'essenziale collegato a parole come "grotte" "Fovea" "occultamento" "morti"... Quindi...ripeto, ero soddisfatto della volonta' di chiarire effettivamente la realta' dei fatti.
Poi ascoltai la risposta di Mesic e ne fui quasi sdegnato. Mea culpa... non avevo letto il discorso integrale di Napolitano, e la reazione del presidente croato mi sembro' esagerata e forse un po' "di parte". Poi ho iniziato a capire che non ne sapevo abbastanza ed ho iniziato a scavare... quello che penso e' essenzialmente scritto qualche posti piu' su...ma penso di poter adesso essere piu' esauriente:

Sono morte tante persone... in modo tragico e violento. E questo fa male, inutile negarlo. Non sono Istriano, quindi certe ferite posso solo contemplarle e non sentirle prudere... Sono morte tante persone da entrambi i lati. Solitamente sono piuttosto critico quando si discute sulle "colpe dei padri" perche' penso che sia il presente ad essere importante ed il passato andrebbe lasciato dimenticare...ma in questo caso sento che non e' la cosa piu' giusta... penso ci siano troppe ombre e troppi silenzi che invece di favorire la dimenticanza, hanno creato un clima di sospetto reciproco.

Detto questo stabilisco un punto fermo: L'Italia invase Slovenia e Croazia. INVASE.... inutile girarci attorno. In territori ora Sloveni e Croati vivevano minoranze italiane ma, come dice il termine, erano minoranze e la popolazione del luogo allora, come oggi, parla tranquillamente 2 o 3 lingue. Il regime fascista con le proprie manie di grandezza (e scarse capacita.... inutile ricordare le mazzate che ci abbiamo preso in tutte le "colonie"), impugno' la presenza di queste minoranze creando "provincie e protettorati" italiani..... bruciando citta', uccidendo i dissidenti, deportando uomini donne e bambini, stabilendo leggi razziali, proibendo le lingue slave, promulgando leggi restrittive (eufemismo) su commercio ed associazioni non-italiane.

Tutto questo ha creato un clima di repressione e di odio. Penso sia tragicamente normale. Finisce la grande guerra. Cade la Germania, l'Italia e' nei casini. La popolazione repressa di origini slave inizia a vendicare il torto subito...e qui entra in scena il discorso di Napolitano.... perche' parlare solo della sofferenza degli italiani gettati nelle Foibe? Perche' non menzionare il PERCHE'? di tanto odio?
L'odio e' irrazionale ed orribile, ma puo' essere capito. Per come ha parlato Napolitano, mi spiace, gli italiani furono solo vittime e mai carnefici. Gli "Slavi barbari" (ed e' un termine usato tristemente anche in epoca fascista e Napolitano non poteva non saperlo) sono stati descritti solo come carnefici sanguinari.

Tanta gente e' morta... sia Slavi che Italiani. Pace all'anima loro... ma le "vittime" italiane sono vittime di se' stesse...dei propri gesti.Questo e' quanto sta dicendo Mesic. Sta dicendo che non si puo' parlare di questi avvenimenti senza ammettere le colpe dell'allora dittatura fascista...altrimenti significa essere "revisionisti". Paradossalmente non leggo molte delle dichiarazioni che Mesic fa' riguardo a questo argomento, sui giornali italiani...come la chiamate questa? Io propaganda politica.
Un esempio su tutti? Mesic ha espressamente detto che l'Italia accusa la Croazia del non pagare risarcimenti per la tragedia delle Foibe. Bene. Lui chiese perche' l'Italia non ha mai pagato nessun debito a causa della propria invasione precedente alle Foibe.

Trovo vergognoso il come la faccenda si stia evolvendo... non voglio andare contro le direttive del forum... ma mi azzardo a dire che Prodi non ci ha fatto una bella figura mostrandosi "dispiaciuto" per la posizione Croata poiche' aveva lavorato tanto per l'ingresso della Croazia in Europa. Cosa significherebbe? Che finche' la Croazia non entra in Europa non ha diritto a far valere la propria posizione? Sembra proprio che sia cosi'. E dov'e' la SLovenia che, al pari della Croazia ha subito molto per l'invasione fascista? Da sempre la Slovenia e' in contrasto con la Croazia...penso preferisca tacere ed ingoiare il rospo piuttosto che mettersi contro la "forte" Europa.


Un pensiero finale: mi spiace che siano morte tante persone e capisco che tu possa trovare dolore al sentire questi dibattiti... ma la verita' non sta MAI da una sola parte ed io lo sto vivendo sulla mia pelle qui, non solo per il problema delle foibe, ma anche per tante piccole cose che mi stanno donando una scintilla di ampiezza di visione in piu'. Non credete a chi dice che siamo vittime. Semplicemente non e' vero. I morti urlano dal fondo delle foibe, ma non troveranno pace con una verita' parziale.

Mesic ha parlato bene.

Terzo intervento, riferito alla dichiarazione di Mesić, trasmessa dal TgR del Friuli poco tempo prima della dichiarazione di Napolitano che porto' alla ribalta il problema Foibe:

Mesić:
"La Croazia non ha riconosciuto le vittime delle foibe perchè quella fu soltanto una ritorsione ai crimini dei fascisti italiani".

Questa e' stata la mia risposta:
La dichiarazione di cui parli, non l'ho sentita, ma ho sempre un pizzico di perplessita' verso cio' che i telegiornali riportano. La frase di Mesic che hai riportato potrebbe essere benissimo parte di un discorso piu' ampio.. 2 tagli di forbice ed ecco una dichiarazione scandalistica adatta ai tg nazionali. Incompletezze a volte le colgo, di riflesso nei tg croati quando si tratta di "amplificare" una notizia.

Le parole di Mesic che hai riportato, le sento piu' o meno oggi in dichiarazioni (secondo me) meno tagliate che suonano piu' o meno cosi': "L'Italia ci accusa di essere i SOLI aggressori nella tragedia delle foibe. La Croazia non puo' riconoscere gli italiani solo come vittime, poiche' le foibe (verso gli italiani) furono "solo" un atto di ritorsione all'occupazione fascista".

Garantisco che il tono delle dichiarazioni e' questo, il mio croato e' zoppicante nel parlato, ma ad orecchio non sono ancora rincoglionito.. Tagliate una decina di parole ed avrete una dichiarazione di guerra.

Ovvio poi che ognuno cerca di uscire fuori dalla faccenda il piu' pulito possibile. Per questo accennavo alla scandalosa mancanza di dichiarazioni della Slovenia. Storia insegna (sic!) che ad avvenuto casino...il solo modo per fare chiarezza e' una commissione esterna. Penso che una commissione Italo-croata sia una scelta migliore di una commissione unilaterale...ma inferiore ad una commissione totalmente super-partes.


venerdì, febbraio 09, 2007

Rispondendo ad un Forum.

Stavo partecipando ad un Topic in cui si discutevano le proprie esperienze religiose. Ad un certo punto salta fuori la frase che e' facile trovare in tali contesti... di solito lascio correre e aspetto di vedere in che direzione si muove la discussione. Stavolta non ho resistito ed ho risposto. La frase era piu' o meno questa: "Sarebbe meglio se i giusti venissero subito premiati ed i cattivi puniti!"


Questa e' la mia risposta:

Mettiamola cosi':

io sono un uomo retto, giusto, cerco di vivere facendo del bene e mi riesce. Tante persone...sebbene possa stupire, vivono davvero cosi'.

O la la'.... si e' fatto tardi, devo andare ad un appuntamento, ma e' davvero tardi... per risparmiare tempo corro giu' dalle scale, inciampo...rotolo e che succede?

Mi rompo il cranio? non e' possibile? come puo' succedere a me che sono cosi' bravo...ci dovra' essere Dio che mi protegge! E se io fossi un santo davvero in ritardo...che faccio? mi butto giu' dalla tromba delle scale tanto gli angeli del Signore "mi custodiranno come pupilla dell'occhio"?

Cominci a cogliere il controsenso?

Oppure cosi'.... un aereo e' in volo con 180 passeggeri. Guasto ai motori...PUM! tutti morti.... su quell'aereo viaggiavano tutti infami che nella loro vita hanno solo fatto del male? Oppure ci viaggiavano tante persone normali... qualche santa persona ed uno o due "cattivoni"? Dio, facendo cadere quell'aereo, chi ha punito? I cattivoni? E gli altri? Puo' un Dio, che dovrebbe essere fonte di ispirazione per amore ed etica, fare una tale bastardata? Far pagare tanti per punire pochi...o magari solo uno?

Permettimi un piccolo momento di esegesi, raccontandoti una storiella che forse conosci ma di cui probabilmente ignori i dettagli: inizia con un arzillo vecchietto con taaanto tempo libero che inizia a creare prima la terra, poi le piante, i pesci, gli uccelli, gli animali e... non contento...uomo e donna. Poi dice loro: "Bello 'sto giardino eh? Al centro ci sono 2 alberi.... quello della Vita e quello della conoscenza del bene e del male.... mangia pure tutto cio' che vedi... tutto... anche quello che cresce dall'albero della vita... ma quello della conoscenza del bene e del male NO...altrimenti morirai". L'uomo pensa con un'alzata di spalle: "Ok" e si butta su di un cespuglio di more ed inizia a mangiare con ben poca finezza...d'altronde era nato appena 5 minuti prima e la parola "bon-ton" nen era stata ancora inventata...

Conosci la storia eh? Scommetto che non ricordavi fossero 2 gli alberi... e che magari ti stai chiedendo... "Cacchio c'entra col post che ho inserito prima?"... c'entra... perche' la maggior parte della gente non conosce i dettagli della storia e, saltando molte parole, pensano questo quando uomo e donna sono cacciati dal giardino: "Certo che e' una punizione esagerata... e poi che infamata... mette al centro un frutto proibito e poi si apposta li' per beccarli con "le mani nella marmellata"... dov'e' la giustizia?"

Se ricordi... uomo e donna, come primo gesto... appena magiato del frutto della conoscenza... si coprono, scoprono di essere nudi. Che diavolo significa?

Una interpretazione di questa storia che io amo e' questa: la Genesi parla della crescita dell'uomo... della sua uscita dal giardino che e' l'infanzia... dal giardino senza responsabilita' che e' proprio degli animali. Un giardino in cui sono solo gli istinti a guidarci... non ci sono reali gioie o conquiste, non ci sono reali soffernze e perdite. Tutto e' li' a portata di mano. Ma Uomo e Donna compiono il primo gesto di "ribellione"... o meglio di "autonomia"... colgono il frutto che era stato simbolicamente proibito ed allora si beccano tutto il "pacchetto". Scegliere significa dover imparare a distinguere il bene dal male... e faticare per farlo... significa ergersi al di sopra degli animali ed iniziare ad essere responsabili... Fronteggiare la vita e rendersi conto che un giorno finira'... venire a patti col concetto di morte (Dio disse che mangiando del frutto della conoscenza "certamente morirai"); Non si e' piu' come gli animali... si ha una coscienza... e proprio al contrario degli animali, andare in giro nudi e' un problema... ci si veste.

Uomo e Donna... usciti dal giardino, non hanno piu' accesso all'albero della vita, e per continuare a preservarla si accoppiano e generano figli. Uomo e Donna non sono piu' bambini. Non hanno piu' bisogno del premio o della punizione se si comportano bene o male. Sono adulti, e si devono accollare tutte le conseguenze delle proprie azioni e si devono far carico della responsabilita' dell'organizzare una societa' giusta in cui vengano rispettate delle regole basate sul rispetto reciproco.... ok non e' andata molto bene...gia' i primi 2 figli dell'Uomo e della Donna hanno dato un cattivo esempio...uno esule e maledetto da Dio e l'altro a terra con la capa scassata... hmmmm ma questa e' un'altra storia.

Tutto questo per dire e per rafforzare quello che sto per scrivere: davvero VUOI un Dio che ti tratti come un bambino di 2 anni? Vuoi un Dio che tratta bene solo i buoni? Che punisce i cattivi? E dove e' il libero arbitrio? Dov'e' l'auto-consapevolezza del crescere?

Un Dio che premia i giusti e punisce i malvagi e' un dittatore e gli uomini che vorrebbero tale Dio sono gia' schiavi. Avresti davvero possibilita' di scelta? No

L'uomo e' profondamente libero, e anela alla liberta' piu' di ogni altra cosa. Tutti noi lo sperimentiamo. Da un punto di vista cristiano, Dio, che e' Padre (la figura del padre e' propria dell'amore che libera...mentre la madre e' l'amore che chiude in un abbraccio che dopo un po' diventa chiusura), conosce questa esigenza e si fa' da parte. Offre un mondo in cui l'uomo e' assolutamente libero. Se iniziasse nuovamente a premiare i buoni... sarebbe come se tuo padre ti mettesse nuovamente il pannolino.


I Buoni spesso ci rimettono... ma qualsiasi buono ti puo' testimoniare quanto bene ci si senta al faticare per essere tali. I cattivi campano di piu'... spesso hanno vite fantastiche... ma sta a noi correggere le "storture dello mondo"... l'infanzia ce la siamo lasciata dietro da un pezzo.


Che dite.... e' una buona risposta?